Volterra: l’antica città dell’alabastro

Continua il nostro viaggio alla scoperta dei borghi più affascinanti della Toscana e questo mese vogliamo portarvi a Volterra, un’antica città di origine etrusca in provincia di Pisa.
Volterra è un’ottima meta per trascorrere una giornata tranquilla passeggiando tra gli antichi vicoli della città e rimanere affascinati dalle bellezze senza tempo degli edifici e dei monumenti che la caratterizzano.
Prima di iniziare questo tour insieme a noi, vi consigliamo di mettetevi comodi e rilassarvi, magari sorseggiando una tazza di Tisana Tuttigiorni Bio. Con il suo sapore fresco e agrumato è un’ottima compagna per andare alla scoperta delle bellezze di Volterra.
Prendete appunti per il vostro prossimo weekend fuori porta! Ecco le cose più affascinanti su Volterra da vedere e scoprire!

Illustrazione Volterra Royal Tea

Cosa vedere a Volterra

Le mura della città vecchia

Le mura di Volterra sono un’opera di ingegneria militare a difesa di Volterra risalente all’epoca etrusca e modificata nel corso dei secoli. Fra le tante città della Toscana, Volterra è una delle poche ad avere conservato entrambe le cinte murarie che nel corso della sua storia la hanno protetta. Le antiche mura che recingevano la città avevano uno sviluppo di circa 7 km, mentre la cinta medievale che corrisponde all’estensione attuale, è di soli 2.6 km. Di quella più antica, costruita in epoca etrusca, si conservano ampi tratti, mentre quella più recente, costruita nel medioevo, è conservata quasi nella sua interezza.

Piazza dei Priori

Con la sua suggestiva atmosfera medievale Piazza dei Priori, sfoggia una delle architetture più belle di tutta la Toscana, contornata da meravigliosi edifici antichi costruiti in pietra. Tra questi spicca il Palazzo dei Priori, il più antico municipio della Toscana costruito tra il 1208 e il 1257 interamente in pietra.
Se il Palazzo dei Priori è il simbolo civile di Volterra, il Duomo e il Battistero sono da sempre i simboli del potere religioso in città. Il Duomo, dedicato a Santa Maria Assunta, fu costruito intorno al 1120. Si entra attraverso il portale costruito con marmi romani proveniente dal Teatro romano di Vallebuona e ci si trova nelle tre navate a croce latina, anche se l’aspetto prevalente è tardo-rinascimentale.

Il Teatro Romano

Appena fuori le mura medievali si può fare tappa al sito archeologico dell’anfiteatro romano: uno dei patrimoni storici meglio conservati e più belli di tutta Italia. Costruito nel I secolo sopra un più antico sito etrusco, durante il medioevo venne interamente ricoperto e usato come discarica. È stato riportato alla luce per la prima volta solo negli anni ‘50 a seguito di scavi archeologici.
Il teatro presenta anche resti di terme romane del IV secolo, del foro romano e di una cisterna sotterranea.

Le balze di Volterra

La zona attorno a Volterra presenta il caratteristico paesaggio delle Balze, un raro e affascinante fenomeno geologico. Il fenomeno è causato dalla presenza di uno strato di sabbia superiore, più resistente all’erosione dell’acqua delle argille sottostanti, che invece vengono più velocemente asportate dagli agenti atmosferici. Questa erosione provoca la mancanza di sostegno allo strato di sabbia superiore che, scalzato alla base, crolla provocando la tipica formazione delle Balze. L’avanzare delle balze ha divorato, nei secoli, le mura etrusche, chiese e case medioevali, così come la più vasta necropoli antica della città. Ma, in cambio, la natura ci ha donato un paesaggio unico, di forza grandiosa, da non perdere.

Tradizioni e folclore

Volterra e l’arte dell’alabastro

L’alabastro è una pietra, bella come il marmo, trasparente come il vetro e colorata come le altre pietre dure. È un materiale molto fragile da lavorare e richiede una sapienza artigianale che a Volterra si tramanda fin dagli Etruschi. L’alabastro di Volterra risale a circa 7 milioni di anni fa, presente in galleria o cave a cielo aperto. È il più pregiato d’Europa e ogni cava ne presenta una tipologia differente, per consistenza ed aspetto. La sua lavorazione richiede molta esperienza. Quel genere d’esperienza che viene tramandata di generazione in generazione, risultando una pratica antichissima, producendo oggetti che spesso sono il frutto del lavoro di svariati artigiani.

Eventi

Volterra è conosciuta per la rievocazione storica che coinvolge la città ogni estate. La seconda e la terza domenica di agosto tutta la città fa un salto indietro nel tempo di oltre 600 anni, e si trasforma in “Volterra AD 1398”. Ormai da ben 23 anni, le strade e i vicoli fanno da sfondo a banchi di artigiani e commercianti, sfilate di popolani e nobili, spettacoli di giocolieri. Per rimanere aggiornati sul programma consigliamo di seguire la pagina Facebook dell’evento.
Tra le tradizioni di Volterra va ricordato il Palio del cero che si svolge il 2 giugno e vede sfidarsi le otto contrade cittadine. L’ultima domenica di ottobre si tiene invece la corsa dei Caci Volterrani, in costume medievale; una divertente sfida che vede le contrade di Volterra impegnate nel far ruzzolare una forma di formaggio nel minor tempo possibile nel percorso allestito lungo la ripida Via Franceschini.

Cosa mangiare a Volterra

Ed eccoci invece alla parte dedicata ai golosi e ai buongustai.
Tra i prodotti tipici di Volterra spicca il Pecorino delle Balze Toscane, un formaggio DOP di pecora con caglio vegetale che si ricava dal fiore del cardo selvatico o del carciofo. Accanto al pecorino arrivano i salumi, soprattutto di cinta senese, perché Siena da qui dista davvero poco. Volterra è famosa nel mondo anche per i tartufi e i funghi porcini, utilizzati anche per insaporire primi piatti di pasta fresca e secondi di carne.
Tra i piatti tipici ricordiamo la trippa alla volterrana, il piatto storico dei lavoratori dell’alabastro che la mangiavano a colazione accompagnata con salumi e pecorino. Altro piatto “leggero”, ma che vale la pena di assaggiare è il cinghiale alla volterrana: bocconcini di carne rosolati con vino rosso e aromatizzati con olive nere. Per finire in bellezza, provate la zuppa alla volterrana preparata con fagioli, cavolo, biete, carote, patate, un po’ di cotenna di maiale e rigatino.

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