Il tè e le sue sfumature

Il tè viene classificato principalmente sulla base del colore dell’infusione o sul metodo di lavorazione delle foglie. Nel seguito c’è una breve descrizione dei nomi e delle sigle che più spesso si ritrovano quando sentiamo parlare di tè.
 
tipi di tè
 
Tè verde
Le foglie di Camelia Sinensis raccolte fresche vengono lasciate seccare e quindi trattate termicamente per interrompere il naturale processo di fermentazione o di ossidazione. Si tratta quindi della stessa pianta da cui si ricava il tè nero, che al contrario è ossidato. Per quanto riguarda il gusto e gli accostamenti con i cibi, se fosse possibile fare un parallelo con i vini, il tè verde sarebbe un vino bianco e il tè nero un vino rosso.
 
Tè bianco
È un tè piuttosto raro, prodotto quasi unicamente in piccole area della Cina e dello Sri-Lanka. I boccioli vengono raccolti prima che si schiudano, lasciati appassire perché liberino la naturale umidità, e quindi essiccati. L’infuso ha un colore molto tenue, chiaro, da cui si origina il nome.
 
Tè Oolong
È un tè semi-fermentato e viene prodotto principalmente in Cina e a Taiwan. Le foglie di Camelia Sinensis non devono essere raccolte troppo presto, e vanno lavorate subito dopo la raccolta. Vengono fatte appassire, e quindi “shakerate” in cestini di bambù, in modo da ammaccare leggermente i bordi delle foglie. Successivamente, le foglie vengono alternativamente shakerate e riversate all’esterno dei contenitori, fino a quando non assumono un colore dai riflessi gialli. I bordi tendono al rosso, dove avviene una maggiore ossidazione (le piccole ammaccature dei bordi favoriscono infatti un maggior contatto con l’ossigeno). Questo processo di ossidazione viene interrotto per effetto termico dopo 1,5-2 ore, in questo modo si ha una fermentazione parziale.
 
Tè nero
I processi con cui vengono trattate le foglie di Camelia Sinensis per ottenere i così detti tè neri sono vari, ma fondamentalmente tutti comprendono quattro fasi essenziali. La prima, durante la quale le foglie vengono fatte appassire; la seconda, in cui vengono arrotolate, la terza in cui vengono fatte fermentare e infine l’essicazione. Il tè nero si ottiene quindi dalla stessa pianta del tè verde, ma differisce da quest’ultimo per il processo di ossidazione/fermentazione, non presente nei tè verdi. L’appellativo “nero” si deve al colore che le foglie di Camelia Sinensis assumono dopo l’ossidazione, sia al colore intenso dell’infuso che originano. Per quanto riguarda il gusto, rispetto al tè verde, il tè nero ha in genere maggior corpo ed un aroma più intenso: se fosse possibile un’analogia con i vini, potremmo dire che il tè nero è un vino rosso mentre il tè verde è un vino bianco.
 
Tè aromatizzato
Si tratta in genere di tè nero o verde, cui vengono aggiunti degli aromi, specie di frutta, per donare alla miscela un gradevole retrogusto aromatico. Un classico esempio è l’Earl Grey, nel quale il tè nero viene miscelato con l’olio estratto dalla scorza del bergamotto, un agrume dall’aspetto simile all’incrocio tra un limone e un pompelmo.
 
Tè Pu-erh
Il tè Pu-erh (o Pu’er) deve il nome alla provincia cinese in cui viene coltivato, che si trova nella regione dello Yunnan ed è anche spesso detto post-fermentato. Questo perché il processo di fermentazione avviene dopo l’essicazione al sole e il tè assume un colore sempre più scuro col passare del tempo. In realtà esiste anche il Pu-erh non fermentato, noto anche con il nome di Maocha o tè verde Pu-erh.

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